La riunione che non decolla
Durante una sessione di coaching con un team di direzione, ho assistito a una scena che si ripete spesso. Il direttore commerciale presentava i risultati trimestrali: dati precisi, trend consolidati, analisi dei competitor. Tutto molto concreto. A un certo punto, il direttore dei processi di innovazione (CInO) lo interrompe:
«Scusa, ma dove stiamo andando? Qual è la visione a lungo termine?»
Il commerciale lo guarda perplesso: «Ti sto mostrando esattamente dove siamo. I numeri parlano chiaro».
L’altro insiste: «Ma quali opportunità stiamo perdendo pensando solo al trimestre?»
La tensione cresce. Ognuno pensa che l’altro non stia capendo il punto. Vi è mai capitato?
Preferenze cognitive, non difetti caratteriali
Quello che stavo osservando non era uno scontro di opinioni, ma un incontro tra preferenze cognitive diverse. Strumenti come il Myers-Briggs Type Indicator (MBTI) ci aiutano a conoscerci meglio e a comprendere queste differenze. MBTI identifica quattro dimensioni fondamentali, due delle quali sono particolarmente visibili nelle dinamiche professionali: come raccogliamo informazioni (Sensing vs Intuition) e come prendiamo decisioni (Thinking vs Feeling).
Chi preferisce il Sensing si focalizza sui fatti concreti, sui dati verificabili. Chi preferisce l’Intuition è attratto dalle possibilità future, dai pattern emergenti. Nessuno dei due approcci è superiore: sono modi diversi di processare la realtà. Allo stesso modo, chi preferisce il Thinking decide basandosi sulla logica oggettiva, mentre chi preferisce il Feeling considera l’impatto umano e i valori in gioco. La distinzione cruciale è questa: ciò che per me è ovvio potrebbe non esserlo per chi ha preferenze diverse.
Tre passi per trasformare le incomprensioni in arricchimento
Provo a darvi una chiave di lettura pratica:
- Riconosci la tua preferenza. Di fronte a un problema, cerchi prima i dati concreti o le possibilità future? Decidi basandoti su criteri logici o sull’impatto che la decisione può avere sulle persone? Non c’è risposta giusta: c’è la tua preferenza naturale. Se volete esplorare le vostre preferenze, strumenti gratuiti come 16personalities.com offrono un primo punto di partenza accessibile.
- Identifica la preferenza altrui. Quando un collega ti sembra fuori tema o troppo vago o freddo, fermati. Forse sta usando una preferenza diversa dalla tua. Chiediti: «Cosa vede lui che io non sto vedendo?»
- Costruisci ponti. Le decisioni migliori nascono combinando prospettive diverse. Il Sensing porta concretezza, l’Intuition innovazione, il Thinking rigore e il Feeling attenzione alle persone. Il valore sta nell’integrarli, non nello sceglierne uno.
Dalla tensione alla complementarità
Per il team che seguivo, quella riunione è diventata un punto di svolta. Quando il commerciale e il direttore dei processi di innovazione hanno compreso che non erano sbagliati ma diversi, hanno iniziato a valorizzarsi. Uno forniva un ancoraggio alla realtà, l’altro una visione del possibile. Insieme elaboravano decisioni più complete. Converrete che questa dinamica si applica a ogni team, a ogni relazione professionale dove si deve collaborare.
Vi lascio a riflettere con queste domande
- Quale preferenza (S, N, T, F) riconoscete come più naturale per voi?
- C’è una persona con cui faticate a capirvi: quale potrebbe essere la sua preferenza?
- Come potreste valorizzare quella differenza nel prossimo confronto?









