Anche nelle piccole aziende – forse soprattutto lì – le persone fanno davvero la differenza. In un’organizzazione di 25 dipendenti del settore dei servizi, che sta attraversando una fase di cambiamento e consolidamento, è nato un progetto di coaching con un obiettivo chiaro: sviluppare le competenze soft e aumentare la consapevolezza individuale, per sostenere in modo concreto l’evoluzione dell’azienda.
Partire dall’allineamento: gli incontri tripartiti
Il percorso è iniziato con una fase spesso sottovalutata, ma determinante: gli incontri tripartiti. Insieme a ogni partecipante, coach e responsabile diretto si sono seduti allo stesso tavolo per chiarire aspettative, bisogni e priorità. Questi momenti hanno permesso di creare un forte allineamento tra obiettivi individuali e sfide organizzative, trasformando il coaching in uno strumento strategico e non isolato. Fin dall’inizio sono stati definiti traguardi osservabili e condivisi, utili a misurare l’efficacia del percorso e a dare una direzione chiara al lavoro.
Il cuore del percorso: coaching individuale
Ogni partecipante ha svolto quattro sessioni di coaching individuale on line. Le sessioni hanno alternato dialogo profondo, esercizi pratici, visualizzazioni e momenti di riflessione scritta, adattandosi allo stile e alle esigenze di ciascun coachee.
Fiducia, responsabilità, partecipazione
Un elemento chiave del progetto è stato il clima che si è creato fin dall’inizio: fiducia, sicurezza e riconoscimento dei progressi. I partecipanti non sono stati spettatori, ma protagonisti attivi del proprio percorso di crescita. Questo ha generato un elevato livello di coinvolgimento e una forte assunzione di responsabilità personale.
Risultati che si vedono nei comportamenti
Il coaching ha avuto un impatto tangibile. Le persone hanno adottato un approccio più strutturato alla crescita personale, con cambiamenti visibili nei comportamenti quotidiani, nel mindset e nel livello di ingaggio professionale.
Le aree di sviluppo più ricorrenti hanno riguardato:
- Coraggio e iniziativa: maggiore sicurezza nell’esporsi, nel sostenere le proprie idee e nell’allenarsi al rischio.
- Comunicazione efficace: ascolto più autentico, feedback più chiari, uso consapevole del linguaggio del corpo ed empatia nelle relazioni.
- Gestione delle emozioni e resilienza: strumenti pratici per affrontare situazioni complesse e momenti di pressione.
- Decision making e problem solving: maggiore lucidità, priorità più chiare e miglior gestione del carico decisionale.
- Forza di volontà e perseveranza: meno procrastinazione, più focus sugli obiettivi e azioni coerenti nel tempo.
A livello di gruppo, si è osservato un miglioramento della qualità delle relazioni, una collaborazione più fluida e un clima organizzativo più maturo e responsabile.
Chiudere il cerchio: il follow up
Il percorso si è concluso con quattro incontri tripartiti di follow up, uno per ciascuna funzione. Questi momenti hanno permesso di rileggere i progressi nel tempo, riconoscere i cambiamenti messi in atto e rafforzare la continuità del percorso di crescita all’interno dell’organizzazione.
Questa esperienza conferma una verità spesso dimenticata: il coaching, anche (e soprattutto) nelle piccole aziende, può diventare un potente acceleratore di consapevolezza, motivazione e risultati concreti, quando è ben progettato e integrato nella vita organizzativa.
Rosanna Pezzuto, Business coach, senior trainer e HR consultant









