Le power skills dell’editoria / 7
«Le cose migliori e più belle non si possono vedere né toccare: si devono sentire con il cuore». È una frase da non sottovalutare questa della statunitense Helen Keller, la prima persona sordocieca a essersi laureata, una delle «bambine ribelli» protagoniste di Good Night Stories for Rebel Girls, un volume che ispira e motiva le giovani a sognare e lottare per il successo.
Ed è stato mondiale il successo editoriale del libro progettato da due autrici italiane dimostrando come il pensiero divergente, ancora più che laterale, possa essere innovativo superando barriere e problemi. L’esperienza di Elena Favilli e Francesca Cavallo è emblematica di come si può, e si deve, avere un pensiero creativo in grado di generare una larga gamma di idee, più soluzioni o risposte a una questione, in questo caso cavalcando la rivoluzione digitale e social ancor prima delle possibilità offerte dall’intelligenza artificiale generativa.
Intraprendere nuove strade per far ascoltare la propria voce
«Il libro più finanziato nella storia del crowdfunding», qual è stato definito Storie della buonanotte per bambine ribelli, ha scavalcato le vecchie fasi della filiera dell’editoria creandone di nuove. Pubblicato in Italia da Mondadori nel 2017, anno in cui è stato il libro più venduto con quasi 500 000 copie e una presenza al top della classifica per i successivi tre anni, ha come protagoniste Elena Favilli, scrittrice e giornalista che ha diretto redazioni on line sulle due sponde dell’Atlantico, e Francesca Cavallo, scrittrice e regista teatrale. Insieme nel 2011 creano “Timbuktu”, la prima rivista iPad per bambini, quindi decidono di rivolgersi alle giovanissime di tutto il mondo per aiutarle a farsi valere in una società difficile e spesso sessista.
Da un articolo di Favilli sul “Guardian” di Los Angeles all’idea di creare il libro dal titolo Good Night Stories for Rebel Girls il passo sembra breve. Non è facile però convincere editori di tutto il mondo: così, pensando di autopubblicarsi nel 2016, il progetto viene caricato su Kickstarter, la principale piattaforma statunitense di crowdfunding e, grazie a un’attività massiva di promozione social, in pochi giorni raggiunge la cifra record di 67 000 dollari. Nella loro avventura imprenditoriale e culturale conta molto il frangente: tra l’altro è l’anno della candidatura a presidente degli Stati Uniti di una donna, Hillary Clinton.
Il potere del passaparola digitale
Favilli e Cavallo iniziano a raccogliere biografie di donne che si sono distinte per essere uscite dagli stereotipi della società, delle ribelli appunto; le loro storie sono inviate in un semplice file a chi è iscritto alla newsletter della società Timbuktu Labs, circa 6000 persone, ma per poterle scaricare viene richiesto di condividere il progetto tramite social o e-mail. Così il bacino di utenza si moltiplica a 40 000 persone grazie al passaparola digitale proprio mentre è lanciato il libro sulla piattaforma di crowdfunding. A ogni piccolo o grande investitore si promette il volume in anteprima e una serie di gadget e servizi in base al denaro versato. Al termine della campagna lo stesso progetto è rilanciato su una seconda piattaforma, Indiegogo, che permette di versare soldi anche oltre il termine fissato; in totale viene raccolto più di un milione di dollari.
Flessibilità mentale e pensiero divergente
È il successo di un pensiero divergente, creativo, che non ritiene ci sia soltanto una soluzione a un problema specifico: è un’esperienza di pensiero aperto, con cui si accoglie la diversità di idee e si evita di giudicare prematuramente o eliminare opzioni, grazie a una flessibilità mentale e, in definitiva, un’apertura umana. In questo caso si sfrutta il self publishing portando a termine i testi e contattando 60 artiste provenienti da diverse nazioni per le illustrazioni. A questo punto l’impresa interessa il mondo editoriale tradizionale e, tramite un’agenzia letteraria di New York, le due giovani autrici (che per il terzo capitolo della serie si divideranno e nel 2020 resterà come autrice solo Favilli con il sottotitolo 100 donne migranti che hanno cambiato il mondo) riescono a vendere i diritti a editrici per la traduzione in 47 lingue.
Il processo è ricostruito da una ricerca di Laura Volpi del Master in editoria dell’Università di Pavia presso il Collegio S. Caterina all’interno del volume La fabbrica della fantasia.
Il successo, replicato in molti altri prodotti, rappresenta uno di quei mutamenti di paradigma che la rivoluzione digitale ha introdotto nei meccanismi tra autori e lettori e dentro le dinamiche dell’impresa, dove pensieri divergenti e laterali giovano a una migliore performance, arrivando a fare business ma anche produrre benessere interiore. Come scrive una delle donne del volume, la brasiliana Cora Coralina, «sono colei che ha scalato la montagna della vita, rimuovendo i sassi e piantando fiori».
Approfondimenti in I meccanismi dell’editoria (Il Mulino) dove è messo in luce quanto le power skill siano determinanti anche nel mondo dei libri, specchio della nostra vita personale e collettiva.









