Le power skills dell’editoria / 11
«Nessuno mi consolerà / per tutte le parti già morte / che porto in me» sono le parole scritte, la notte dopo il funerale della madre, da una scrittrice per molto tempo rifiutata e scoperta soltanto di recente. È Goliarda Sapienza, venuta alla ribalta nel 2025 grazie al film Fuori di Mario Martone in cui Valeria Golino interpreta questa protagonista di un caso editoriale del tutto particolare: infatti è stata rivalutata solo all’estero dopo la morte, con L’arte della gioia (anche serie tv), prima della fama in Italia.
Quando le parole salvano da situazioni difficili
Goliarda Sapienza ha scelto la poesia come «specchio di ciò che muove nell’animo». Pur sapendo che è un genere editoriale di alto valore comunicativo ed emotivo ma di basso potere commerciale, ha preferito la parola lirica per esercitare una migliore intelligenza emotiva e per «misurare il dolore, decomporlo in sillabe e in versi e così affrontarlo». Lo scrivono gli autori di un palpitante volume dedicato alla «poesia che salva e come lo fa»: è questo il sottotitolo di Sono tornato perché c’eri tu in cui, ispirati da un verso di Primo Levi, Mara Sabia e Emilio Fabio Torsello raccontano oltre venti incontri con poeti, quasi la metà donne, da Alda Merini a Maria Grazia Calandrone, illuminando aspetti in ombra della capacità trasformativa della parola poetica, a partire dall’empatia, quella capacità di comprendere il punto di vista, le emozioni e le esigenze degli altri, anche senza necessariamente condividerle.
Tra i primi ritratti incrociamo un narratore di culto come Raymond Carver, che dentro una poesia riesce a unire le più diverse sensazioni del volersi bene e lo fa con una parola, “colibrì”, racchiusa in una busta: «quando tu aprirai la lettera ti riverranno in mente quei giorni e quanto, ma proprio tanto, ti amo». E un sentimento del genere per Pablo Neruda si unisce al dramma della malattia della figlia e alla battaglia sociale e politica, anche di genere, sempre con una grande attenzione verso ciò che è umano grazie alla capacità di ascolto, fondamentale in molti ruoli: «venne la poesia a cercarmi… non so, non so da dove uscì».
Le capacità relazionali delle persone dentro i libri
Il volume di Sabia e Torsello, noti sui social perché animatori della Setta dei poeti estinti, progetto culturale con quasi 300mila follower su Instagram, dimostra quanto la poesia salvi perché offre esempi per favorire l’ascolto, non solo esteriore, nella vita quotidiana e nel mondo del lavoro, attraverso una comunicazione costruttiva e l’equilibrio della riflessione per gestire i conflitti.
L’ha dimostrato anche Primo Levi: per l’autore di Se questo è un uomo e delle liriche di Ad ora incerta «la scrittura è uno strumento etico e collettivo, perché attraverso la sua esperienza individuale ha reso universale il suo messaggio, ha dato voce a chi non è riuscito a testimoniare»: «E quando, davanti alla morte, / ho gridato di no da ogni fibra / … era perché mi stavi davanti /… Sono tornato perché c’eri tu».
Molto intenso è il capitolo dedicato a un poeta studiato a scuola ma sempre meritevole di letture come Pascoli con il suo «pianto di stelle» nella notte d’agosto di San Lorenzo: rileggendolo scopriamo i motivi per pensare positivo grazie a testi «votati al riscatto, alla protezione della memoria», vincendo così il dolore e cercando relazioni migliori con gli altri. È dopotutto la mission dell’editoria, intesa come organizzazione e mediazione tra autori e lettori, attraverso parole che creano connessioni di mente e cuore.
L’empatia che salva
La stessa vicenda editoriale di Goliarda Sapienza è testimonianza del processo di empatia che deve coinvolgere i vari ruoli nella vita, nella quotidianità e nelle dinamiche lavorative. La scrittrice ha dovuto subire molti rifiuti e alla fine è stata la forza delle parole a prevalere perché, scrive, «potessi in quella notte risentire il mio corpo lungo il tuo». Si rivolge alla madre, sublimazione della figura dell’altro con cui rapportarsi, specchio della vita ricevuta e della poesia come capacità di empatia e di salvezza interiore attraverso un’esperienza profonda in grado di superare la realtà più dolorosa: «potessi in quella notte vuota posare la mia fronte sul tuo seno grande di sempre».
Approfondimenti in I meccanismi dell’editoria (Il Mulino) dove è messo in luce quanto le power skill siano determinanti anche nel mondo dei libri, specchio della nostra vita personale e collettiva.









