Coaching & AI, lo sguardo di Perseo

Nelle Lezioni americane Italo Calvino evoca Perseo che per non essere pietrificato da Medusa, non la guarda in volto: la osserva riflessa nello scudo di bronzo. Calvino lo racconta per parlare di letteratura e di leggerezza; io mi concedo la licenza di prenderlo in prestito per un’altra sfida. Perché anche davanti all’Intelligenza Artificiale esiste una Medusa, e non è la tecnologia: è la paura. Lo sguardo diretto su un cambiamento troppo grande e troppo veloce pietrifica in due modi, opposti e gemelli: la paralisi di chi teme e l’abbaglio di chi si fascina. In entrambi i casi si smette di pensare. Serve uno specchio, uno sguardo indiretto, mediato, che restituisca angolature invisibili alla visione frontale.

 

Per me, quello specchio è la ricerca

L’AI è ormai nella vita di tutti i giorni e nel dibattito quotidiano, attraversata dai dilemmi e dai paradossi che accompagnano ogni trasformazione profonda. Ma questa ha un tratto che ci appare inedito: ridefinisce il nostro modo di pensare, incide sui processi cognitivi, e lo fa a una velocità mai vista nella storia umana.

L’AI generativa tocca tutte le professioni, ma in particolare quelle che hanno come cuore la relazione e il linguaggio (la via che conforma il pensiero e gli dà espressione), proprio in virtù della sua capacità di interagire usando il linguaggio naturale e della potenza dei suoi algoritmi linguistici.

Il coaching è esattamente lì, in quel cuore. E l’AI vi è già entrata: lo ha dimostrato l’indagine 2025 del Comitato di Ricerca Coaching & AI di ICF Italia sull’uso dell’Intelligenza Artificiale nel coaching, i cui risultati sono disponibili sul sito di ICF Italia.

Ne è emersa una professione tutt’altro che pietrificata: la grande maggioranza dei coach ha già incontrato questi strumenti, e il vero ostacolo non è la chiusura ma la competenza, ovvero saper dialogare con consapevolezza e cognizione con l’AI e leggerne criticamente sia il processo sia gli output. Una professione che si interroga, com’è giusto che faccia chi porta una responsabilità grande: accompagnare lo sviluppo e il cambiamento delle persone dentro un perimetro preciso, definito dal Codice Etico ICF, dalle competenze core, dall’accordo di coaching che regola ogni relazione professionale.

Ma mentre i coach si interrogano, per sé e per i propri clienti, sorge spontanea una domanda: e il mercato, a che punto è? Quanto le aziende, nel mondo HR, stanno guardando ad AI e coaching insieme?

È la domanda da cui nasce la ricerca Coaching & AI nel Mercato 2026, promossa da ICF Italia. Dopo la voce dell’offerta, la voce della domanda: per la prima volta la ricerca si rivolge a Direttori HR, L&D Manager, responsabili di Talent e Leadership Development, per capire quale valore le organizzazioni attribuiscono oggi al coaching umano, alle piattaforme digitali, ai modelli ibridi coach+AI, come governano l’uso spontaneo di strumenti AI nei percorsi di sviluppo e cosa si aspettano dal coach del futuro.

 

Un’angolatura che nessuno specchio, in Italia, ha ancora riflesso

Uno specchio, però, riflette solo ciò che gli si porta davanti. Questa ricerca vivrà delle voci che raccoglierà: chi ricopre un ruolo HR o di sviluppo delle persone può portarvi la propria, rispondendo alla survey (servono solo pochi minuti, in forma anonima) e chi lavora accanto a questo mondo può fare da tramite, portando l’invito a chi è nella posizione di rispondere.

L’immagine che ne uscirà sarà restituita alla community durante la Conferenza Nazionale ICF Italia “Coaching 5.0 – Integrare umanità e innovazione”, a Roma, il 9 e 10 ottobre 2026: non un report da archiviare, ma materia per orientare l’evoluzione di una professione dentro una trasformazione già in atto.

Perseo non sconfisse Medusa distogliendo lo sguardo, ma trovando il modo giusto di guardarla. È quello che una comunità professionale matura può fare davanti all’AI: non temerla, non inseguirla, ma guardarla nello specchio dei dati, per scegliere con consapevolezza.

 

Maria Rita Fiasco, Coach PCC ICF, Senior trainer e Management consultant

 

Foto di apertura di Maria Rita Fiasco: Benvenuto Cellini, Perseo con la testa di Medusa (1545-1554), Loggia dei Lanzi, Firenze. Foto: Fredrik Posse, Wikimedia Commons (pubblico dominio).

Maria Rita Fiasco
Author: Maria Rita Fiasco

Coach PCC ICF, Senior trainer e Management consultant

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